Camminare senza una destinazione, ma con uno scopo ignoto, segreto
Forse ti è capitato.
Un pomeriggio, senza appuntamenti.
Decidi di uscire, ma non per andare da qualche parte.
Metti un piede davanti all’altro, senza una meta precisa.
All’inizio ti sembra strano, quasi inutile.
Poi, man mano che i passi si susseguono, succede qualcosa di inatteso: inizi a sentirti
libero.
Il corpo si muove, la mente si scioglie.
Ti accorgi che non dover raggiungere un obiettivo ti permette di tornare a uno stato più naturale: quello di essere semplicemente presente.
In un mondo dove tutto è orientato al risultato, al traguardo, all’obiettivo da raggiungere,
questa assenza di meta si rivela paradossalmente produttiva.
Ti riconnette con una parte più fluida di te stesso.
Una figura antica che cammina con te: l’angelo Iah-Hel
Secondo la tradizione degli angeli custodi nella Cabala, Iah-Hel è l’angelo che governa la contemplazione interiore e la ricerca della verità personale.
Non è l’angelo delle risposte facili: è l’angelo del silenzio e del cammino senza forzature.
Iah-Hel è associato ai momenti in cui smetti di cercare fuori e cominci a guardare dentro.
Camminare senza meta è, in un certo senso, un dialogo silenzioso con questa energia: un modo per permettere alle risposte di emergere non dalla fretta, ma dalla calma del
movimento.

Anche la scienza del business insegna finalmente a vagare senza meta
Curiosamente, qualcosa di simile esiste nel mondo più pragmatico dell’economia e
dell’innovazione aziendale.
Il teorico Edward de Bono, padre del pensiero laterale, che approfondiremo, spiegava
che le migliori idee non arrivano seguendo la strada più ovvia, ma deviano dai percorsi predefiniti.
Quando un imprenditore si concede di esplorare una strada laterale, spesso
scopre connessioni inattese, soluzioni originali che restavano invisibili finché si ostinava a seguire solo la via più diretta.
Camminare senza meta è la metafora perfetta di questo metodo: lasci spazio alla scoperta spontanea, all’intuizione che non avevi pianificato. Nella teoria delle start-up e della
gestione di aziende ad alta incidenza del fattore Ricerca e Sviluppo, si è inserita proprio
questa necessità di vagabondare fra le idee per trovare soluzioni.
Trovare le tue immagini, dal sacro al concreto
E qui tocchiamo il cuore del percorso che ti stiamo proponendo in questo spazio.
Che tu lo faccia seguendo un angelo contemplativo come Iah-Hel, o applicando l’accademica creatività del pensiero laterale di De Bono, il principio è lo stesso:
Ognuno di noi ha bisogno di immagini, simboli, figure per comprendere
meglio sé stesso.
Alcuni trovano una guida nella spiritualità, altri nelle mappe mentali e nei modelli strategici.
La chiave è non avere pregiudizi e riconoscere che tutte queste immagini,
apparentemente distanti, servono a far emergere la parte più complessa e autentica di noi.
Camminare senza meta, allora, diventa un piccolo laboratorio personale di ricerca interiore.
Un esercizio in cui lasci il controllo e permetti alle immagini — interiori ed esteriori — di
guidarti.
Un consiglio pratico (uno solo, come sempre)
La prossima volta che ti trovi libero da impegni, esci senza destinazione.
Cammina.
Osserva cosa attira il tuo sguardo lungo la strada: una forma, un colore, una persona, un
simbolo.
Annota mentalmente questi piccoli dettagli.
Spesso, sono messaggi di cui non ti eri accorto.
Quando rinunci a cercare subito la risposta, crei lo spazio perché la risposta
arrivi a te.
Non c’è bisogno di scegliere tra spiritualità e razionalità: il cammino più ricco è quello che attraversa entrambe le terre.